Filosofia yoga: l’importanza di prana

Filosofia yoga: l’importanza di prana

Prana è l’energia vitale che tutto attraversa e tutto muove. Esiste e pervade noi e il mondo costantemente, in un flusso sempre variabile. Prana è nelle cose che diciamo e sentiamo, nelle attività che facciamo, in ciò che mangiamo e persino nelle relazioni sociali che abbiamo. Tutto quello di cui ci nutriamo, a livello fisico e metafisico, determina la quantità di prana che riceviamo. E questo è molto importante per noi, perché se semplifichiamo al massimo, possiamo dire che un livello equilibrato di prana significa benessere, serenità, entusiasmo, mentre poco o troppo prana significa malattia, depressione, ansia. 

Per sottolinearne la rilevanza, si narra una storia. Un giorno gli organi del corpo iniziarono a discutere su quale di loro fosse il più importante. Così, uno ad uno smisero di funzionare e se ne andarono dal corpo. Man mano che si spegnevano, gli altri si accorgevano che il corpo continuava a vivere anche senza un orecchio, la milza, un polmone. Per ultimo, se ne andò prana, e tutti si resero conto che non potevano proprio farne a meno, era lui il più importante perché donava vita all’intero sistema. Da quel giorno, non li lasciò più. 

Ma come funziona? Prana entra nel corpo attraverso le narici muovendosi lungo canali invisibili che si chiamano nadi e si concentra in punti che chiamiamo chakra (di cui potremo parlare per giorni, mesi e anche anni), in un modo molto simile a quello delle informazioni del nostro sistema nervoso. E così, che noi ce ne accorgiamo o no, prana determina il nostro stato psicofisico. 

Ne possiamo fare esperienza se prendiamo l’esempio del respiro, il nostro immancabile migliore amico. Ormai avremo capito che non si tratta solo di uno scambio gassoso, ma di molto di più. Quando inspiriamo, non stiamo solo facendo entrare ossigeno nei nostri polmoni, ma accogliamo anche prana, riceviamo vita. Quando espiriamo, non solo espelliamo anidride carbonica, ma lasciamo andare e fluire prana

Tutto questo è molto affascinante, ma come facciamo a sentirlo, a percepirlo? Solo se riusciamo ad affinare la nostra attenzione a un livello estremamente sottile, se riusciamo a rendere la mente davvero silenziosa e immobile, allora potremo conoscerne i movimenti e iniziare un percorso di consapevolezza che ci cambierà la vita in meglio. 

Inizieremo a chiederci, che cosa faccio nel mio quotidiano per curare i miei livelli di prana? Quali attività/cibi/relazioni mi aiutano a tenere stabile il mio tasso di prana e a sentirmi bene? Come sempre, ci vuole equilibrio.

La pratica ci aiuta a iniziare e ci accompagna lungo questo sentiero attraverso le asana (posizioni) che compongono la nostra pratica di Hatha Yoga, e gli esercizi di Pranayama, che sono essenzialmente tecniche di respirazione finalizzate a regolare prana. Ne bastano pochi minuti per sentire la differenza. Inoltre, lo stile di vita yoga ci insegna modi per conservare al meglio il prana che ci attraversa. L’Ayurveda, studia le risposte del corpo alle variazioni di prana e mira a ripristinare la salute con antiche saggezze e tecniche guaritrici.

Perciò, la prossima volta che ci raccogliamo per iniziare la nostra sessione, o tutte le volte che ci sentiamo stanchi, agitati, fuori-fase, possiamo chiudere gli occhi, portare la nostra concentrazione sulle nostre narici e lasciare che il respiro ci guidi all’ascolto di tutti quei segnali che ci vengono da dentro. 

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