L’energia in movimento dei chakra

Questo mese abbiamo continuato l’esplorazione dei sentieri dello Yoga e abbiamo iniziato a esplorare i chakra. Si tratta di un tema molto ampio, che ci apre alla riflessione e a una conoscenza più profonda di noi stessi e delle nostre potenzialità.

Secondo la tradizione vedica, Prana scorre attraverso il nostro corpo attraverso innumerevoli canali detti nadi, che si incrociano in una serie di punti dove questa energia scorre più intensamente. Questi centri si chiamano chakra. Sette sono i più importanti e si percepiscono lungo la colonna vertebrale, dalla sua base fino ad appena oltre la testa. La qualità e la quantità di energia (cioè cose che facciamo, diciamo, pensiamo, mangiamo e beviamo) che riempie ognuno di questi centri ci influenza a livello fisico, mentale ed emotivo.

La letteratura parla in dettaglio di tutte le aree della nostra vita che sono connesse a queste piccole parti di corpo, fisiche e sottili, e a volte ci si chiede come si fa a percepire tutto ciò. Qui è facile perdersi nel fascino di colori, emozioni, organi, e può capitare di perdere di vista l’obiettivo fondamentale, che è quello di aumentare la nostra consapevolezza e l’ascolto interiore per stare bene. Tutta la pratica yoga ha come effetto quello di stimolare la circolazione dell’energia nel corpo e possiamo scegliere su quali parti porre maggiore enfasi o attenzione.

Le pratiche che ti ho proposto sono strutturate in modo da stimolare questi centri attraverso le asana e attraverso la concentrazione. Detto questo, il mio consiglio è sempre quello di prendere tutte queste informazioni come fonte d’ispirazione, e poi sempre provare e sentire per te.

Ecco i primi tre:

Muladhara: il primo chakra, o chakra della radice, si trova alla base della colonna vertebrale ed è associato al nostro aspetto più animale. Quella parte di noi che ha bisogno di fattori essenziali come cibo, acqua, sicurezza, stabilità. Il nostro istinto di sopravvivenza, insomma. A livello fisico, riguarda i piedi, le gambe fino alle anche, la struttura scheletrica, il sangue, i reni, il grande intestino. Rappresenta il nostro contatto con la terra, con il corpo in generale, e la nostra capacità di sostenerci (o lasciarci sostenere) nella vita. Lo sviluppiamo prima di nascere, quando il corpicino si sta formando e per tutto il primo anno di vita. La sfida più grande a questo livello è la paura, quel tipo di paura ancestrale, profonda, che ci fa sentire indifesi e impotenti. L’antidoto è la fiducia nel supporto della vita, di noi stessi e di quelle certezze che il mondo materiale ci mostra continuamente. L’elemento di riferimento è la terra e il colore a cui è associato è il rosso. Per equilibrarlo, sdraiati in savasana e porta l’attenzione a come il corpo è supportato dal pavimento (se sei su un prato, ancora meglio), osserva il respiro e la capacità innata del tuo corpo di respirare nel modo e nel tempo giusto in ogni momento. Senza modificarlo, immagina che ogni respiro parta da una bolla di luce rossa alla base della colonna.

Swadisthana: il secondo chakra, o chakra sacrale, si trova nella zona pelvica, il basso ventre appena sotto all’ombelico, ed è associato alla nostra capacità di provare emozioni. Qui si trova la fonte del piacere, ma anche la sede di quelle passioni che ci smuovono. Sta qui anche la sede della creatività, cioè come esprimiamo queste emozioni, generando movimento e novità. A livello fisico coinvolge il nostro apparato riproduttore, che ha sia la funzione di generare nuova vita, sia di provare piacere. Lo sviluppiamo da piccoli tra i sei mesi e i due anni, quando iniziamo a capire che cosa ci piace e che cosa no. A volte, crescendo, perdiamo questa consapevolezza ed equilibrare questo chakra può aiutarci molto nel nostro percorso verso il benessere. La sfida di questo centro, infatti, è il condizionamento sociale in cui siamo immersi, che non dà valore alle emozioni e che ci dice di passarci sopra. Occorre invece fermarsi, ascoltarle e capirle, per poi liberarle ed esprimerle, perché racchiudono grandi saggezze. L’elemento di riferimento è l’acqua e il colore è l’arancione. Sdraiati in savasana e assicurati di trovare la comodità prima di iniziare questa meditazione. Ascolta il respiro, osserva mentalmente come il corpo si abbandona lentamente al rilassamento. Porta l’attenzione ai tuoi sensi, uno alla volta, con l’intento di percepire ogni dettaglio di ciò che ti stanno raccontando. Tieni la vista per ultima e usa l’occhio della mente per immaginarti in questo momento, come se ti vedessi da fuori. Usa tutta la creatività che ti viene spontanea, e poi aggiungi una palla di colore arancione che parte dal basso ventre e invade tutto. Assapora questo momento, respiraci dentro.

Manipura: il terzo chakra, o plesso solare, si trova tra lo sterno e l’ombelico ed è associato alla nostra individualità e identità. Qui risiede la forza vitale, la nostra volontà, la sicurezza. A livello fisico, influenza il sistema digerente, in particolare stomaco, fegato, cistifellea, pancreas e ghiandole surrenali. A livello più profondo, riguarda la nostra capacità di “digerire” la vita, quella capacità di affrontare la vita in tutte le sue tortuosità, sempre seduti al posto di guida, ma anche con la prontezza nel capire quando qualcosa è nelle nostre mani e quando invece la nostra responsabilità finisce. Lo sviluppiamo tra i 18 mesi e i tre anni, quando ci scopriamo come individui e iniziamo a dire “questo sono io, questo è mio”. La sfida di questo centro è la vergogna e l’antidoto è l’amor proprio, insieme a una sana autoironia. Equilibrarlo ci aiuta ad affermare consapevolmente chi siamo e come siamo, accettando che nasciamo con il diritto di essere amati per ciò che siamo, sempre, e con il compito di fiorire nella versione più autentica di noi stessi. L’elemento di riferimento è il fuoco e il colore a cui è associato è il giallo. Per una meditazione dedicata, sdraiati in savasana, chiudi gli occhi e porta l’attenzione al respiro, mentre ruoti le pupille verso l’ombelico. Resta con il respiro e percepisci ogni movimento del torace per accogliere ed espellere l’aria che nutre i tuoi polmoni. Percepisci il movimento del diaframma verso l’alto e verso il basso. Avvertine il moto costante, la sua capacità di procedere in ogni situazione. Come il diaframma, anche tu hai questa capacità, che risiede proprio lì. Immagina una bolla di luce gialla all’altezza del plesso solare espandersi e riempire tutto il corpo. Avvertine il calore e senti un sorriso nascere da dentro.

Questo mese continueremo con gli altri chakra, ci vediamo al prossimo articolo!

Chiudi il menu