L’energia in movimento dei chakra – 2

Continua la nostra esplorazione del mondo dei chakra, e insieme affiniamo la nostra sensibilità e la nostra capacità di percepirne le sfumature. Ecco gli ultimi quattro:

Anahata: è il quarto chakra, il chakra del cuore e corrisponde al centro del nostro essere, tra lo sterno e il petto. Qui si uniscono le energie dei primi tre chakra, che sono legati al nostro aspetto materico, e quelle dei chakra superiori, legati al nostro lato emotivo-spirituale. Lo sviluppiamo quando, crescendo, iniziamo a desiderare il bene degli altri e non solo il nostro. Iniziamo a provare compassione – com-patire, cioè sentire con l’altro, condividere emozioni anche forti. Rappresenta l’amore universale, incondizionato, infinito, l’umiltà e la generosità, e ci ricorda che per stare bene bisogna sia ricevere, sia dare. Per questo ha due lati, la parte femminile, di colore rosa, che riceve, e la parte maschile, di colore verde, che offre – amore, attenzione, cura. A livello fisico, corrisponde al cuore e ai polmoni, gli organi senza cui il corpo non potrebbe vivere, e che rispecchiano questa alternanza armonica tra ricevere e dare. Il senso a cui è associato è il tatto, l’elemento è l’aria ed è facile vederlo rispecchiato nel respiro. Raggiungere l’equilibrio tra queste due fasi è uno degli obiettivi della pratica yoga. Per armonizzarlo, siediti comodo e rilassa le spalle, senti il petto espandersi e aprirsi mentre ti rilassi mantenendo la schiena eretta. Porta la tua attenzione al respiro, lasciando che il tuo corpo trovi il suo ritmo naturale, e osserva l’alternanza tra le due fasi e le differenze nelle sensazioni che provi in ognuna delle fasi. Quando la mente è stabile, puoi chiederti, “come mi sento quando ricevo? Come mi sento quando dò?”. Resta con le emozioni che affiorano, accoglile.

Vishuddhi: è il quinto chakra, il chakra della gola. Si trova nella fascia che comprende le clavicole, il collo e la bocca, governa tutti gli organi posizionati in questa zona ed è legato alla nostra capacità di comunicare ed esprimere ciò che abbiamo dentro. Solo quando conosciamo bene ciò che siamo, possiamo esprimerci in maniera autentica e diretta. Fa da ponte tra la nostra vita emotiva e la nostra crescita spirituale. Sviluppiamo questo chakra quando iniziamo a raccontarci e a chiederci se stiamo dicendo – esprimendo, vivendo – la verità. L’energia di questo centro è molto forte e sottile, e in molti di noi nasconde piccole tensioni che spesso ignoriamo finché diventano troppo evidenti e ci bloccano il collo, le spalle, la voce. Il colore associato è il turchese, che simboleggia l’acqua cristallina, a cui possiamo ispirarci per rendere la nostra parola sempre più chiara e trasparente. Ci vuole una forte volontà e costanza, ma occorre ricordarci che dentro di noi risiede una fonte inesauribile di energia e determinazione. Il senso associato è l’udito, e così per estensione, anche la nostra capacità di ascoltare noi stessi e gli altri. Un ascolto aperto e pronto ad accogliere, senza giudicare, ciò che c’è. Per armonizzarlo, siediti comodo con la schiena appoggiata a una parete o allo schienale della sedia. Rilassa tutti i muscoli del corpo e lascia ciondolare la testa. Abbandona ogni movimento volontario, ogni voglia di apparire perfetto, ogni controllo su te stesso. Lascia che la mente riposi sui suoni che ci sono nell’ambiente. Ascoltali tutti, accoglili uno dopo l’altro, come se fossero parte di una musica infinita e bellissima.

Ajna: è il sesto chakra, il terzo occhio, si trova sulla fronte, al centro tra le sopracciglia, ed è legato al nostro sistema ormonale e centro di controllo del corpo. Risiede qui, secondo la tradizione Yoga, il complesso della nostra mente e la sede della consapevolezza, della concentrazione, della conoscenza. Qui si uniscono due dei principali canali energetici, nadi, che rappresentano la dualità maschile/femminile, intelletto/intuizione. Risolvere questa dualità ci permette di iniziare la nostra crescita spirituale. Alla sua base c’è l’attenzione e la capacità di vivere nel momento presente. Più vivremo nel “qui e ora”, più saremo consapevoli di ciò che sta accadendo in ogni momento, più potremo sentire ciò che ci attraversa e lasciarci ispirare. Piano piano, affiorerà sempre più distinta la voce del nostro istinto. L’organo a cui è associato questo chakra sono gli occhi e il senso è la vista, che ci fanno vedere le cose come stanno e ci fanno percepire il momento. L’elemento che lo rappresenta è la luce e il colore il blu. Armonizzarlo ci aiuta a raggiungere la calma, la stabilità e la lucidità mentale, a riflettere ed elaborare idee con spirito critico e razionale, senza distorsioni o giudizi e senza cadere in storie o illusioni. Per una meditazione dedicata, siediti comodo e mantieni la schiena eretta. Accendi una candela all’altezza dei tuoi occhi e alla distanza di circa un metro e mezzo. Inizia a fissarla, cercando di tenere le palpebre aperte. Porta la concentrazione sui disegni della fiamma, poi spostala sullo stoppino e sul punto in cui si origina la fiamma. Resta per al massimo cinque minuti, poi chiudi gli occhi e visualizza la fiamma dietro alle palpebre. Riposa in questa immagine. Massaggia gli occhi chiusi prima di terminare la sessione. 

Sahasrara: è il settimo e ultimo chakra, o chakra della corona, si trova appena oltre la testa e ci porta all’espansione della consapevolezza verso l’infinito. Essendo in cima a tutti i nostri centri energetici, non governa nessun organo, ma è responsabile del corretto funzionamento della corteccia celebrale, della ghiandola pineale e delle nostra capacità più elevate di pensiero, anche spirituali. Inoltre, è collegato ai nostri sentimenti più puri e disinteressati come l’altruismo, la fiducia, il perdono, la gioia spontanea e profonda. Lo sviluppiamo quando siamo connessi con il nostro vero sé, e cioè quando il nostro cuore, la nostra mente e il nostro corpo sono allineati e quando la nostra vita materiale, emotiva e spirituale sono coerenti tra loro. Quando ciò avviene, ci sentiamo soddisfatti, sicuri, integri: ci sentiamo bene. Riconosciamo l’unione di tutte le cose e di tutte le creature dell’universo, accettiamo l’evoluzione continua della realtà, ci sentiamo parte del tutto e contribuiamo al flusso continuo del cambiamento senza opporvi resistenza. Il mondo gira e noi giriamo insieme al mondo. I colori a cui è associato questo chakra sono il violetto e il bianco e il senso è il sesto senso, ovvero l’empatia. Per armonizzarlo, siediti comodo o sdraiati in savasana. Lascia che il corpo si rilassi e posa la tua attenzione sul respiro. Accogli le sensazioni del momento presente e osserva ciò che accade al tuo corpo e alla tua mente. Resta vigile e ascolta il silenzio finché perderai il senso del tempo e dello spazio. Prima di uscire dalla meditazione, canta il mantra OM per tre volte.  

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